Il primo aprile 2026 le Organizzazioni Sindacali e l’ARAN hanno sottoscritto l’Ipotesi del Contratto nazionale relativo al triennio 2025-2027, che riguarda la retribuzione di circa 1,3 milioni di lavoratori e lavoratrici del Comparto “Istruzione e Ricerca”; la notizia e il testo del documento sono riportati sul sito dell’ARAN.
Aumenti, adeguamenti stipendiali e arretrati (file PDF a cura della RSU)
L’accordo riconosce un aumento economico che recupera l’inflazione prevista dall’ISTAT per il triennio 2025-27, arrivando a un aumento tabellare per il personale tecnico amministrativo delle Università che a regime, nel 2027, sarà pari al 6,6%, a cui si aggiungerà un ulteriore aumento dell’indennità di ateneo, sempre con decorrenza 2027.
Per quanto riguarda la figura specifica dei Collaboratori ed Esperti Linguistici (CEL), che non godono dell’indennità di ateneo, l’aumento a regime nel 2027 si attesterà invece al 7%.
In merito alla nuova figura del Tecnologo a tempo indeterminato, l’incremento retributivo include anche l’adeguamento non effettuato con il CCNL 2022-24, conseguente alla sottoscrizione definitiva della sequenza dopo la firma del CCNL. Considerando gli aumenti previsti dai due contratti, la crescita salariale cumulata dal 2027 sarà pari al 12% per queste figure.
Nel testo del Contratto, segnaliamo, in particolare:
Art. 3 – nuove disposizioni contrattuali in materia di utilizzo del buono pasto in lavoro agile;
Art. 8 – Incrementi degli Stipendi Tabellari;
TABELLE B1, B2, B3, B4 relative agli stipendi del personale delle Università.
Si apre ora l’iter previsto dalla normativa: verifica di compatibilità finanziaria, passaggi governativi e certificazione della Corte dei Conti. Solo al termine di questa procedura il contratto potrà essere firmato in via definitiva e acquisire piena efficacia giuridica; se l’accordo sarà approvato, gli arretrati dal 1° gennaio 2025 potrebbero arrivare nelle buste paga a giugno.
La contrattazione nazionale proseguirà sulla parte normativa